Mostri contro alieni: Screenweek intervista il regista Conrad Vernon
Texano classe 1968… segni particolari amore ossessivo per il cinema con una strizzata d’occhio per l’animazione. Ha già diretto Shrek 2, portando sugli schermi lo spassoso personaggio del gatto doppiato da Banderas… E oggi Conrad Vernon è il co-regista di Mostri contro alieni. Lo abbiamo incontrato a Roma per parlare del film, del 3D e delle sue pellicole preferite alle quali si è ispirato durante la lavorazione del nuovo film DMA.
Prima di passare all’intervista al regista, vi ricordiamo che qui potrete leggere la nostra intervista con Reese Whiterspoon (Ginormica) e qui quella con Kiefer Sutherland (Generale Monger)
Cominciamo con Mostri contro alieni: qual è stata la sfida più difficile da affrontare a livello tecnico?
La cosa più difficile in assoluto è stato creare B.O.B. perché è un personaggio che si divide, si disintegra, esplode e perde dei pezzi del suo corpo rimettendoli insieme. È un miracolo che alla fine sia uscito un risultato di questo tipo. Un’altra difficoltà sono state le scene d’azione su grande scala (ad esempio l’arrivo del presidente in aereo), perché bisognava riuscire a mantenere il tutto unito, dal primo particolare all’ultimo.
Avete realizzato questo film direttamente in 3D. Ma avete pensato anche che la gente lo avrebbe visto soprattutto in 2D a causa della mancanza di sale adibite al tridimensionale?
Quando abbiamo iniziato a lavorare al film, cinque anni fa, sapevamo già benissimo che le versioni sarebbero state due, in 2D e 3D. Quindi abbiamo cercato di tenere la stessa qualità al massimo, per entrambe le tecnologie.
E ci parli allora di quali secondo lei sono i risultati positivi di questo nuovo 3D…
Vedete, se si fosse trattato soltanto dell’effetto spettacolare, allora avremmo ottenuto un risultato superficiale. Adesso siamo in grado di usare il 3D per raccontare una storia e per contribuire artisticamente al suo sviluppo. E la gente magari si emozionerà e si rivolgerà a quelli che lo vanno a vedere in 2D, dicendo: “Non perdete tempo, andatelo a vedere in 3D”… e magari così, a poco a poco, ci saranno più sale 3D.
Perché, invece, il vecchio 3D è scomparso col tempo?
Perché gli spettatori non venivano coinvolti dal film, anzi venivano distratti e avevano il mal di testa. Chiaramente la cosa più importante di un film è la storia, quindi bisogna usare il 3D dal punto di vista artistico. Nel caso di Mostri contro alieni, quando capivamo di aver esagerato con l’effetto tridimensionale, ricominciavamo da capo. Non volevamo strafare e volevamo che le prospettive fossero sempre ottime. Durante i momenti emotivi, ci andavamo piano col 3D, in modo da rendere pienamente possibile l’identificazione col personaggio.
In passato ha già prestato la voce a tantissimi personaggi nei film d’animazione. Su tutti l’uomo di marzapane di Shrek. Lo ha fatto anche in Mostri contro alieni?
Certo, con diversi personaggi. Ma su tutti, quello più bello è stata la suocera di Susan (Reese Witherspoon).
Mostri contro alieni è pieno di citazioni di classici del genere fantascientifico, così come di omaggi a Kubrick e al suo Dr.Stranamore. Quale, però, è il film a cui vi siete ispirati di più?
Abbiamo guardato e riguardato Destroy All Monsters, una pellicola degli anni ‘60. Ci sono Godzilla e tutti gli altri mostri su un’isola, quando gli alieni cattivissimi gli tagliano la luce, i mostri se le danno di santa ragione! Lo adoriamo quel film ed è divertentissimo!
Lei ha lavorato a Mostri contro alieni per cinque anni. Quanto è stata importante la sua passione al progetto?
Direi che la passione rappresenta il 110% quando si lavora su un film per cinque anni. A volte è terribile tornare a casa esausti e pensare che domattina dovrai farlo ancora e ancora… e per 5 anni!!! A poco a poco, però, vedi quello che stai mettendo insieme e che hai creato. E questo ti fa andare avanti.
Come è nata dunque la sua passione per l’animazione?
Quando ero bambino adoravo Mad Magazine e allora non facevo altro che disegnare. Al college ho provato a fare graphic art, ma era troppo complicato per me. Non sapevo cosa fare, e alla fine ricordo che mi trovavo nel dormitorio a guardare cartoni. Guardando lo schermo, mi sono detto: ‘ecco cosa voglio fare da grande’. Ho chiamato la Disney e gli ho chiesto: ‘come divento un animatore?’. E loro mi hanno indicato questa scuola in California… ho subito mollato l’Università. Poi, col tempo, ho capito che la mia passione andava oltre i disegni: avevo nuove idee per film, avevo storie e pensavo a come utilizzare certe musiche con l’animazione.
A proposito di musiche, torniamo un attimo a Mostri contro alieni. Da dove viene l’idea della gag del Presidente che suona il tema di Beverly Hills Cop davanti agli alieni?
Quella è una mia gag. Il mio amico Mike Mitchell, che attualmente sta dirigendo Shrek il quarto, mi ha chiamato chiedendo se poteva fare un po’ di storyboard su Mostri contro alieni. Abbiamo creato quella scena col Presidente che richiama Incontri ravvicinati del terzo tipo… e poi io ho detto: ‘e se invece provassimo così??’…
Ha citato Shrek il Quarto. Cosa ci può dire di quel film?
Non lo dirigo io, ma tornerò nei panni dell’uomo di marzapane. Tutto quello che posso dirvi è che, come nella tradizione di Shrek, sarà dannatamente divertente!
Come è cominciato il suo rapporto con la Dreamworks Animation?
Lavoravo in Tv a programmi per bambini e, senza nulla togliere, era un po’ noioso. Perché era un processo molto semplice e ripetitivo. Quando ho sentito che avrebbero fatto Z la formica con Woody Allen, ho chiamato la Dreamworks e ho fatto un colloquio per lavorare al film. Da lì in poi è cominciato tutto.
Cos’altro le piace del cinema d’animazione? E, a proposito, cosa ne pensa di John Lasseter e della Pixar?
Non conosco personalmente John Lasseter, ma ho tanti amici alla Pixar, amici intimi. Penso che facciano grandi film, proprio come noi. Amo anche Miyazaki. E, attualmente, vorrei vedere Coraline.
Chiudiamo con Mostri contro alieni: diventerà una franchise?
Beh, aspettiamo gli incassi e sono certo che se andrà bene, allora Jeffrey Katzenberg vorrà farne un altro.
Allora la ritroveremo qui di nuovo, tra cinque anni magari?
Oh Dio… spero di no!! Cinque anni no!!
Ok, magari le tecniche saranno ancor più sviluppate e sarà possibile fare un film del genere in sei mesi… che ne dice??
Non ditelo a Jeffrey Katzenberg vi prego… per lui niente è impossibile!!
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